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lunedì 11 novembre 2013

SALVARSI DALL' INFARTO

Dal momento che molte persone sono soli quando subiscono un attacco di cuore, senza aiuto, la persona il cui cuore batte in modo improprio e che comincia a sentirsi debole, ha solo circa 10 secondi prima di perdere conoscenza. Tuttavia, queste vittime possono aiutare se stessi tossire ripetutamente e vigorosamente. Un respiro profondo deve essere eseguita prima di ogni colpo di tosse, e la tosse deve essere profonda e prolungata vigoroso come prodotta all’interno del torace. Un respiro e tosse deve essere ripetuto ogni due secondi senza fermarsi fino a raggiungere aiutare o fino a quando si sente che il cuore batte normalmente. respiri profondi trasportano l’ossigeno ai polmoni e movimenti tosse che spingono il cuore e mantiene il sangue circolante pressione di compressione sul cuore aiuta anche a ripristinare il ritmo normale. 

Questa modo, le vittime di attacco di cuore può arrivare a un ospedale. condividendo gli altri su questo modo di salvargli la vita. Un cardiologo dice.. “Se chiunque riceva questo messaggio lo invia a 10 persone, si può scommettere che salveremo almeno una vita.”
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mercoledì 12 giugno 2013

LA SIGARETTA ELETTRONICA FA MALE?

Gli esperti pneumologi dell’European Respiratory Society hanno espresso seri dubbi in materia di sicurezza e trasparenza per quanto riguarda l’utilizzo delle .
Le e-cig sono un fenomeno in crescita esponenziale, ma alla loro massiccia diffusione non si è affiancata una serie adeguata di studi per stabilire eventuali rischi per la salute.
LEGGI: Sigarette elettroniche vietate a scuola e sconsigliate in gravidanza
E’ necessario fare maggiore chiarezza su diversi aspetti che riguardano questi dispositivi, innanzitutto sulle percent1uali di nicotina in essi contenute, come sottolineano le parole di Francesco Blasi, presidente dell’European Respiratory Society, riportate dall’AGI.


Le analisi condotte riportano dati contrastanti: tra le sigarette elettroniche contenenti nicotina, le percentuali di questa sostanza sono molto variabili tra sigarette della stessa marca; inoltre si è evidenziata una presenza di nicotina anche tra le sigarette di molte marche che dichiarano l’assenza della sostanza dal loro prodotto.
Nonostante la sigaretta elettronica sia nata come metodo per smettere di fumare, un’abitudine errata che si sta diffondendo tra un gran numero di fumatori elettronici (e anche tra coloro che non fumavano prima) è di farne lo stesso utilizzo cronico che si faceva delle sigarette tradizionali.
Secondo Claudio Donner, Amministratore della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro, la situazione sarebbe ancora più grave e complessa di quella che si pensa, poiché:
le sigarette elettroniche potrebbero essere addirittura più dannose delle normali sigarette. La maggior parte dei prodotti contiene nicotina, con la conseguenza che permane la dipendenza alla sostanza. Alcune marche addirittura non dichiarano la presenza di nicotina, e in questo modo possono indurre dipendenza anche in chi non ha mai fumato le sigarette normali.
Un quadro sconcertante e abbastanza oscuro, sul quale bisognerebbe fare chiarezza, compito delle istituzioni, che non dovrebbero pensare solo studiare nuove forme di tassazione sulle sigarette elettroniche.

Fonte:http://www.yourself.it



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sabato 30 marzo 2013

TROVATA LA MOLECOLA ANTI-TUMORE

Due studiosi di Urbino hanno individuato nel “maltolo”, una sostanza naturale contenuta nel malto, nella cicoria, nel cocco, nel caffè e in moltissimi altri prodotti naturali, la possibilità di utilizzarlo per lo sviluppo di una nuova classe di molecole con spiccata attività antineoplastica. La scoperta rappresenta un notevole avanzamento nella ricerca di nuove strategie terapeutiche contro il cancro tanto da avere ottenuto il brevetto nazionale, nell’attesa di quello internazionale.
Per la Legge sulle invenzioni e per la Convenzione sulla concessione di brevetti europei (CBE) tutti i brevetti che hanno per oggetto un composto chimico, devono possedere requisiti di novità, originalità ed industrialità.
Questo lavoro è il frutto di una sinergia multidisciplinare tra due gruppi di ricerca quelli del dott. Mirco Fanelli di estrazione prettamente biomedica e l’altro, del prof. Vieri Fusi, prettamente chimica, legati dal desiderio di esplorare e di progredire nei relativi bagagli scientifici e culturali.

Il prof. Vieri Fusi e il dott. Mirco Fanelli
Il gruppo di ricerca diretto dal dott. Mirco Fanelli, con sede a Fano presso il Centro di Biotecnologie, è impegnato da tempo negli studi del ruolo delle alterazioni epigenetiche nel sviluppo del cancro ed ha recentemente sviluppato una tecnica innovativa  denominata PAT-ChIP finalizzata allo studio dell’epigenoma direttamente nei campioni derivati dai pazienti e conservati in paraffina (FFPE).
Il gruppo del professore Vieri Fusi, si è da sempre occupato di riconoscimento molecolare, dello sviluppo sintetico di recettori e metallo-recettori e degli aspetti termodinamici che guidano il riconoscimento tra due specie chimiche.
Va sottolineato che, nonostante i progressi sia nel campo della diagnostica (sempre più precoce) che degli approcci chirurgico/terapeutici, il cancro è oggi una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati. Molti traguardi sono stati raggiunti nell’ultimo ventennio nell’approccio a questa patologia e la ricerca scientifica ci ha dato la possibilità di sviluppare numerosi protocolli terapeutici che hanno visto sia ridurre la mortalità, per neoplasie prima considerate inguaribili, che di aumentare l’aspettativa di vita di molti pazienti.
Tuttavia, proprio per la sua

martedì 17 aprile 2012

SCOPERTO NELLE FRAGOLE UN ANTITUMORALE

Ottime come dessert e come spuntino, le oltre ad essere un alimento gustoso, sono anche un frutto ricco di proprietà benefiche per la salute.
Secondo un team di studiosi italiani della Fondazione Edmund Mach in Trentino, infatti, ogni fragola conterrebbe circa 200 milligrammi di un tannino, che si chiama agrimoniin e fa parte della famiglia degli ellagitannini.


Questa sostanza, come spiegano gli studiosi, può essere antiemorragica, antitumorale, astringente e quindi può aiutare a combattere le infiammazioni.

I dati raccolti e pubblicati sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, hanno infatti messo in luce che l’agrimoniin era noto anche nella medicina asiatica che ne usava per la cura della patologie tumorali.
Gli esperti inoltre sostengono che la quantità di questo tannino può variare in base al tipo di maturazione del frutto e se questo è cresciuto alla luce del sole diretto oppure in serra.
La sperimentazione si trova però ancora in fase iniziale, ma ci sono stati altri studi che hanno sottolineato il potere benefico di questo frutto, che può addirittura avere effetti positivi contro i danni dell’alcol e la gastrite.

Fonte:  http://www.yourself.it