Il sonno della ragione genera mostri: prendiamo in prestito questa
celebre frase del pittore spagnolo Goya per introdurre questo articolo
sull’ennesima moda nata su Internet, chiamata Plumbking.
Che la rete sia ormai diventato il regno dei folli non è certo una
novità, troppo forte la tentazione di mostrare agli altri le proprie
imprese al limite del ridicolo.
Aggiungiamo poi che oltre che risibili molte volte queste mode sono
anche in bilico pericolo sul baratro dell’autolesionismo, ed ecco che la
fritta è fatta. Nel giro di pochissimi mesi abbiamo visto succedersi in
una gara di pazzia il Planking, l’Owling, l’Horsemanning e il Leisure Diving, senza contare il Balconing, che forse di tutti è il più incredibile.
Tutte uniscono voglia di rendersi ridicoli e desiderio di condividere
con gli altri questa passione. Non fa certo eccezione il Plumbking, che
possiamo considerare a buon diritto una versione evoluta del Planking, con la differenza che questa volta bisogna infilare la testa nel gabinetto.
Nell’immaginario collettivo la testa infilata nella tazza del bagno
è sempre esistito come supplizio inflitto dai bulli al poveraccio di
turno, scena da film d’azione surreale. A tutti provocherebbe