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venerdì 2 novembre 2012

SCOMPARSA NAVE CHE TRASPORTAVA 700 TONNELLATE D' ORO

Non è ancora chiaro se si tratti di un mistero o di una tragedia, fatto sta che non vi è ancora alcuna traccia di una nave che trasporta ben 700 tonnellate d’oro, scomparsa ieri in Russia, precisamente nel mare di Okhotsk nell’estremo oriente della nazione. Il nome del cargo russo è Amurskoe, ed è scomparso nella giornata di ieri: a bordo vi erano da nove a undici marinai, a seconda di quanto riportato dalle diverse fonti.
La cattive condizioni meteo, purtroppo, con pioggia e neve, impediscono le operazioni di ricerca, che stanno procedendo più lentamente del previsto. La nave, inizialmente, lanciò una richiesta di soccorso, trovandosi nel bel mezzo di una tempesta, ma purtroppo ancora non sono stati trovati. Il vascello era partito dal porto di Kran, e si stava dirigendo al porto di Okhotsk.


Sono tre le navi alla ricerca del cargo, oltre ad un aereo anfibio e ad un elicottero: come vi abbiamo detto, però, il forte maltempo ostacola le ricerche. Pensate che le onde arrivano ad alzarsi di oltre quattro metri, e le nuvole basse provocano scarsa visibilità.
Il vascello fu costruito 39 anni fa, e se ne perse ogni traccia dopo l’allarme radio, che si attivò automaticamente. In quel momento, la nave era nei pressi dell’isola Feklistov, situata nell’arcipelago di Shantarsk. Riusciranno a ritrovarla e a salvare sia l’equipaggio che il carico?!

domenica 8 aprile 2012

ANZIANA ESCE DALLA BARA E VA A CUCINARE

Alt, fermi tutti: non si tratta di una bufala! Anzi, tutt’altro: è l’ennesima testimonianza del fatto che prima di dichiarare il decesso di una persona, bisogna constatarne l’effettiva inattività del battito cardiaco e del respiro. La protagonista di questa singolare vicenda si chiama Chen Qingwang, è un’anziana signora di 95 anni, che sembrava essere morta ma è stata ritrovata a cucinare sei giorni dopo.


Immaginatevi la faccia dei vicini, che dopo aver saputo della sua morte se la sono ritrovata davanti: pensavano si trattasse di uno zombie. La vicenda si è svolta nel villaggio di Liulou, in Beiliu, Cina. Dopo che la signora venne operata due settimane prima, a causa di un trauma cranico, il signore che le portava la colazione a letto tutti i giorni la trovò di sana pianta senza vita.
I cinesi vengono messi dentro la bara prima del funerale, per consentire ai parenti e conoscenti di esprimere un’ultima preghiera per lei. Ma la signora non era più dentro la bara, dopo qualche giorno, ma è stata ritrovata davanti ai fornelli in cucina: non appena ha visto i volti intorno a sé, ha dichiarato di aver una “fame da lupi”, dopo tutte quelle ore di sonno. Effettivamente, si trattava semplicemente di una morte apparente.
Fonte:  http://www.curiosone.tv/anziana-muore-e-resuscita-esce-dalla-bara-e-va-a-cucinare-21528/

domenica 1 aprile 2012

FOLGORATA DA... TWITTER


In Italia continua ad essere vivo il dibattito sul fatto che i social network siano pericolosi o meno. La risposta sembrerebbe essere decisamente sì, a vedere la storia di Maria Barbu, ragazza 17enne di Brasov, in Romania.
La ragazza, vera “maniaca” dei social network, aveva pensato bene di portarsi il portatile in vasca da bagno, per continuare a “twitterare” anche nella vasca. Un idea ben poco sicura: acqua ed elettricità non vanno d’accordo (una cosa che spesso qualcuno tende a dimenticare…). E soprattutto, è stata una pessima idea quella di decidere di attaccare l’alimentatore quando la batteria del portatile era prossima a scaricarsi: appena Maria ha toccato la presa della corrente con le mani bagnate, è rimasta fulminata.

ALBERGO A 4 SBARRE

Il venticinquenne Mitchell Deslatte aveva bevuto un po’ troppo, alzando eccessivamente il gomito nel sabato sera con gli amici. E dopo si è messo alla guida della sua auto.

Probabilmente si è reso conto anche lui che non era il caso di fare troppa strada dopo avere bevuto quel che aveva bevuto, per cui ha deciso di fermarsi di fronte ad un albergo, e chiedere una stanza dove passare la nottata, in modo da poter smaltire la sbronza.
Un’idea certamente ottima e condivisibile, solo che Mitchell, in mezzo ai fumi dell’alcol, non si era reso conto che quello dove era andato non era un albergo, ma una centrale di polizia.
L’agente in servizio in guardiola (che Mitchell aveva scambiato per la reception) è rimasto decisamente stupito quando ha visto il ragazzo entrare in caserma con passo incerto e ha chiesto una stanza. Solo dopo alcune domande dell’agente, che gli ha chiesto se avesse bevuto troppo e da quanto stesse guidando, a Mitchell è venuto qualche dubbio e ha chiesto se per caso si fosse sbagliato e quello non fosse un hotel.
In effetti, un albergo non era, però una stanza per la notte glie l’hanno data lo stesso, anche se con le sbarre.