lunedì 1 aprile 2013

VA AL MUSEO E TROVA IL SUO SOSIA SU UN DIPINTO DEL XVI SECOLO

Non capita a tutti di recarsi al Museo per una visita guidata e nell’osservare un dipinto ritrovare il proprio volto disegnato su tela tantissimi secoli prima.
Max Galuppo, un ragazzo universitario di 20 anni del New Jersey, non è il tipo da videogiochi e calcio, e qualche tempo fa ha deciso di visitare il Philadelphia Museum of Art, niente di strano se non fosse che durante la visita è successo qualcosa di anomalo.

Sulle pareti del museo il ragazzo ha trovato un suo sosia, il quadro in questione è di un autore anonimo italiano del sedicesimo secolo che s’intitola “Portrait of a Nobleman with Dueling Gauntlet”.
Osservate attentamente il quadro e il ragazzo: sono uguali vero? Ovviamente Max ha iniziato una ricerca assidua per scoprire se esiste qualche parentela e forse, magari, una qualche eredità nascosta.


sabato 30 marzo 2013

TROVATA LA MOLECOLA ANTI-TUMORE

Due studiosi di Urbino hanno individuato nel “maltolo”, una sostanza naturale contenuta nel malto, nella cicoria, nel cocco, nel caffè e in moltissimi altri prodotti naturali, la possibilità di utilizzarlo per lo sviluppo di una nuova classe di molecole con spiccata attività antineoplastica. La scoperta rappresenta un notevole avanzamento nella ricerca di nuove strategie terapeutiche contro il cancro tanto da avere ottenuto il brevetto nazionale, nell’attesa di quello internazionale.
Per la Legge sulle invenzioni e per la Convenzione sulla concessione di brevetti europei (CBE) tutti i brevetti che hanno per oggetto un composto chimico, devono possedere requisiti di novità, originalità ed industrialità.
Questo lavoro è il frutto di una sinergia multidisciplinare tra due gruppi di ricerca quelli del dott. Mirco Fanelli di estrazione prettamente biomedica e l’altro, del prof. Vieri Fusi, prettamente chimica, legati dal desiderio di esplorare e di progredire nei relativi bagagli scientifici e culturali.

Il prof. Vieri Fusi e il dott. Mirco Fanelli
Il gruppo di ricerca diretto dal dott. Mirco Fanelli, con sede a Fano presso il Centro di Biotecnologie, è impegnato da tempo negli studi del ruolo delle alterazioni epigenetiche nel sviluppo del cancro ed ha recentemente sviluppato una tecnica innovativa  denominata PAT-ChIP finalizzata allo studio dell’epigenoma direttamente nei campioni derivati dai pazienti e conservati in paraffina (FFPE).
Il gruppo del professore Vieri Fusi, si è da sempre occupato di riconoscimento molecolare, dello sviluppo sintetico di recettori e metallo-recettori e degli aspetti termodinamici che guidano il riconoscimento tra due specie chimiche.
Va sottolineato che, nonostante i progressi sia nel campo della diagnostica (sempre più precoce) che degli approcci chirurgico/terapeutici, il cancro è oggi una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati. Molti traguardi sono stati raggiunti nell’ultimo ventennio nell’approccio a questa patologia e la ricerca scientifica ci ha dato la possibilità di sviluppare numerosi protocolli terapeutici che hanno visto sia ridurre la mortalità, per neoplasie prima considerate inguaribili, che di aumentare l’aspettativa di vita di molti pazienti.
Tuttavia, proprio per la sua

lunedì 25 marzo 2013

LA SUPER ZANZARA

E’ considerato uno degli insetti più feroci del Pianeta, dalle dimensioni esagerate, e dal morso tagliente come una lama. E, secondo gli esperti, sembra pronto a invadere la Florida. E’ la zanzara Gallinipper, un esemplare gigante, venti volte più grande, in termini di dimensioni, di quelle che si aggirano normalmente per il «Sunshine State». Le sue uova sono disseminate in tutto il territorio dello Stato, a quanto riferisce l’entomologo Phil Kaufman, docente dell’Università della Florida. Si schiudono, solitamente, dopo temporali e fortissime precipitazioni, tanto che lo scorso anno lo Stato aveva già assistito a un aumento massiccio della presenza dell’insetto dopo il passaggio della tempesta tropicale Dubby.  


Quest’anno la natalità sarà ancor più pronunciata visto che le uova di «Psorophora Ciliata» - questo il nome dato dalla letteratura scientifica - lasciate in eredità sono molte di più. Inoltre, la stagione delle piogge in Florida è destinata ad essere nel corso del 2013 piuttosto generosa, come indicato nelle previsioni meteorologiche. «Non sarei affatto sorpreso di assistere a un’invasione ancor più imponente dell’anno scorso», dice Kaufman. Le uova di Gallinipper hanno una resistenza formidabile, possono rimanere intatte in stato dormiente per anni, sino a quando non si schiudono grazie alle piogge intense. Anche allo stato larvale sono feroci, tanto da nutrirsi di girini e altre piccole prede acquatiche. Da adulti si cibano a ciclo continuo, al contrario delle zanzare normali che lo fanno solo all’alba e al tramonto. Sono talmente forti da pungere attraverso i vestiti, colpiscono inoltre animali domestici, selvatici e persino i pesci. «E’ come ricevere una coltellata», spiega Anthony Pelaez, esperto del Museo della Scienza e della Tecnica di Tampa.  

Il termine «Gallinipper» non era riconosciuto dalla gran parte degli entomologi nella storia, ma col tempo, attraverso soprattutto ai racconti popolari, è divenuto di uso comune. La prima descrizione risale al 1897 quando uno scrittore definì l’insetto gigante «il più riluttante, subdolo, cattivo e velenoso di tutti». In realtà il Gallinipper non è né velenoso né portatore di malattie, inoltre, è così famelico da divorare le larve di altri insetti che risultano dannosi per le colture e per l’uomo. Un magra consolazione per la raggiante Florida, che dopo i pitoni birmani, i branchi di squali predatori, le doline killer, gli uragani e altri disastri naturali, ora nell’arsenale delle sue armi letali dovrà inserire le super-zanzare.

domenica 17 marzo 2013

IL WATER CHE PARA I RIGORI

Vi ricordate del famosissimo robot para rigori, nato qualche anno fa, il cui video è diventato popolarissimo su YouTube? Beh, oggi è stato inventato qualcosa di simile, ma con una forma alquanto particolare, un pò diversa dal solito: questa nuova invenzione ci arriva direttamente dal Giappone, e si tratta di un water para rigori. È stato realizzato grazie alla collaborazione di due famose aziende giapponesi, e piacerà sicuramente a tutti i patiti del gioco del calcio.


Qui sotto abbiamo postato un video dimostrativo del water, per chi non credesse alla veridicità di questa notizia. Il suo nome è Super Great Toiler Keeper, e come potete vedere, a differenza del robot di qualche anno fa, utilizza una tecnica leggermente differente: per parare il tiro del calciatore, spara a sua volta un pallone che fuoriesce proprio dalla cavità del water e va ad impattare con la palla per evitare che finisca in rete.
Come potete vedere, sul dischetto del rigore vi era uno dei più grandi calciatori giapponesi di tutti i tempi, il grande Tatsuhiko Kubo, detto “Dragon”: insomma, questo water para rigori è a prova di attaccante, garantito! Neanche lui è riuscito con la sua precisione e la sua potenza a segnare a questo portiere molto particolare. Tutto merito dei sensori posti ai lati della porta, che calcolano velocità, direzione e potenza della palla in men che non si dica.

Guarda il video


domenica 24 febbraio 2013

TROVA VOMITO DI BALENA : VALE 180.000 $


LANCASHIRE (Inghilterra)Volete guadagnare 115 mila euro facili facili? Se riuscirete a trovare una strana pietra simile a quella in foto, potrete riuscire nell’impresa! Tutto sembra fuorché quello che in realtà è: vomito di balena. A prima vista, lo avreste mai pensato? Ad averlo trovato è un residente di Lancashire, nel Regno Unito, che stava passeggiando con il cane sulla spiaggia di Morecambe.
Si è imbattuto nell’insolita pietra, ed ha notato che emanava una forte puzza di sterco di cavallo. Era inoltre alquanto pesante, più di 3 kg, e pareva essere una semplice roccia sporca. Ma quella pietra valeva ben più di quanto potesse pensare: ben 100 mila sterline, pari a circa 115 mila euro: è vomito di balena!


vomito-balena


Viene chiamata anche “ambra grigia”, e si tratta di un ingrediente molto utilizzato per la produzione di profumi. Pensate che anche Chanel No.5 è fatto con il vomito di balena! L’uomo, di nome Ken Wilman, ha dichiarato di essersi documentato su internet, e dopo che ha scoperto cosa fosse è tornato a prendere la pietra alla spiaggia!
Un commerciante francese gli ha già offerto 50.000 dollari, ma il signor Wilman sta aspettando un parere da parte degli esperti, secondo i quali potrebbe essere venduta fino a 180 mila dollari!

venerdì 15 febbraio 2013

PIOGGIA DI METEORITI

Come in un film, uno di quelli sulla fine del mondo, la Russia è stata colpita da una pioggia di frammenti di un meteorite esploso nell'atmosfera a bassa quota.
Le violente esplosioni sono state avvertite negli Urali e nelle regioni centrali del Paese.
Sarebbero circa mille le persone rimaste ferite. Quattordici sono state ricoverate in ospedale, tre sarebbero gravi secondo quanto riportano le agenzie di stampa.


mercoledì 13 febbraio 2013

110 ANNI: CERCA IL SUO 23° MARITO

Chi ha detto che nella vita di una persona può esserci un solo grande amore non conosceva Wook Kundor, una donna residente in Malasya che, a 110 anni suonati, ha annunciato al mondo l’intenzione di volersi nuovamente sposare. Tralasciando l’età della donna, nata nel 1902, la cosa che colpisce è il numero dei mariti che la stessa ha “collezionato” nel corso di una vita: Kundor cerca il suo 23esimo compagno.

L’attempata ma vitale nonnina aveva già fatto parlare di sé 4 anni fa, quando aveva detto sì al marito numero 22, un uomo di 70 anni più giovane. L’uomo si trova attualmente in un centro per il recupero dei tossicodipendenti e lei, certa che non ne uscirà vivo e per evitare di farsi sfuggire possibili nuovi momenti di passione, ha deciso di trovare un degno sostituto. “Sono molto insicura – ha spiegato ai giornalisti accorsi da tutto il paese per intervistarla -. Vorrei sposarmi soltanto per riempire la mia vita e scacciare la solitudine”.
Fonte:http://www.4risate.com

martedì 1 gennaio 2013

NOCCIOLINE AMERICANE PER COMBATTERE IL PARKINSON

Noccioline americane per curare il Parkinson? Ebbene si!
Vogliamo tenervi aggiornati sull’utilità per l’organismo delle arachidi, altrimenti dette noccioline americane, un alimento da sempre considerato pericoloso (perché altamente allergizzante) e che invece potrà rappresentare un efficace scudo per prevenire l’insorgenza di malattie degenerative.
La notizia non viene da Charlie Brown & Co., ma è il frutto di una ricerca congiunta dell’Università di Siviglia, dell’Università Malaga e del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas, diretta dal dottor Josè Luis Espartero.

Lo studio in corso ipotizza che dall’olio composto da bucce e polpa delle arachidi si possa ottenere un antiossidante, utile contro la malattia.
Duplice l’obiettivo di Espatero e colleghi:
-Individuare un procedimento che consenta di usare sansa per ricavare nitrocatecoli, molecole            impiegate per il trattamento della malattia di Parkinson.
-Trasformare la sansa in alimento funzionale, consumabile da chiunque.
E così anche Charlie Brown ed amici non avranno paura di diventare grandi.

giovedì 27 dicembre 2012

CHIEDE UN AUTOGRAFO A BATISTUTA INVECE ERA UNA CAMBIALE DA 65 MILA DOLLARI

 La crisi economica continua a far vittime e a creare delinquenti: stavolta, ad essere stato truffato è un ex calciatore, che tutti voi ben conoscerete: stiamo parlando di Gabriel Omar Batistuta, un noto ex attaccante della Fiorentina, un bomber di razza. Secondo quanto riportato, pare che tempo fa il giocatore avesse firmato un autografo per due fan, che in realtà si è rivelato essere una cambiale di ben 320.000 pesos, dunque circa 65 mila dollari.

L’argentino, dunque, è stato vittima di una truffa. Ciò è stato appurato dai giudici argentini, che dopo aver analizzato la lunga indagine condotta dalla magistratura hanno tratto le loro conclusioni. I due responsabili sono Mabel Lamelas e Eduardo Sanz, contro i quali attualmente è stato avviato un processo. Come se non bastasse, i due sono anche accusati di aver aggiunto alla firma il suo intero nome, i documenti e il domicilio.

Questo tipo di truffa, come riportato dai media locali, è una truffa nell’ambito dell’utilizzo di un documento privato falso. Per fortuna, il goleador ha bloccato in tempo il suo conto, prima che i due potessero riscuotere l’assegno. Per chi non lo sapesse, il bomber Batistuta abita ora a Santa Fè, la provincia argentina da dove proviene, e fa il manager per la squadra di club Colon.

sabato 15 dicembre 2012

LA FINE DEL MONDO : NON AVVERRA'

Il mondo finirà il 21 dicembre? Forse non lo sapete, ma sono davvero migliaia le persone che ogni giorno cercano questa frase sui motori di ricerca, in cerca di risposte e di possibili profezie che possano in un modo o nell’altro “posticipare” quella dei Maya. E, come sappiamo, nel corso dell’ultimo periodo si è pronunciato perfino il Vaticano, per dire che quella sulla fine del mondo del 21 dicembre 2012 è solo una leggenda metropolitana, e che non avverrà nulla.
Anche oggi ci divertiamo a leggere quali sono le notizie che riguardano la presunta fine del mondo, così come professato dai Maya. Il 21 dicembre 2012 infatti, ovvero tra sei giorni, dovrebbe finire il mondo. C’è chi ci crede e chi no, e chi dice di non crederci ma controlla lo stesso su internet, per sapere quali sono le ultime notizie e per rassicurarsi che non accadrà nulla. 


Oggi, per tutti i credenti, arriva una notizia importante, perché ad annunciare la “bufala” della fine del mondo del 21 dicembre, è il Vaticano.  La rassicurante spiegazione, sulla prima pagina dell’Osservatore romano, è dell’astronomo gesuita Josè Funes. Vi riportiamo di seguito uno stralcio della spiegazione...
Funes nell’articolo si spiega che l’apocalisse non è dietro l’angolo, come dice la famosa predizione e che è meglio smettere di preoccuparsi per le “pseudoprofezie”. Il gesuita (e astronomo) si è cimentato nell’analisi delle teorie cosmologiche sul futuro dell’universo, sia quelle che postulano una «conclusione unica, che quelle che ipotizzano piuttosto dei ‘multi-ends’». L’articolo,  sull’Osservatore romano, è intitolato «La fine che non verrà (almeno per ora)», con occhiello «tra pseudoprofezie, scienza e fede». Il giornale vaticano dedica alla fine del mondo anche un pezzo nelle

mercoledì 12 dicembre 2012

IL CIOCCOLATO CHE NON SI SCIOGLIE

È una trovata alla Willy Wonka quella degli scienziati che lavorano alla fabbrica di cioccolato Cadbury. L’azienda inglese ha infatti «inventato» il cioccolato che rimane solido anche se esposto per tre ore consencutive a 40 gradi. Normalmente invece inizia a sciogliersi a 34 °C.
BREVETTO La scoperta, per cui la Cadbury ha richiesto il brevetto, comporta un cambiamento nella fase di produzione del cioccolato, quando vengono mescolati e sminuzzati in un contenitore riempito con palline metalliche burro di cacao, olio vegetale, latte e zucchero. Quest’ultimo ingrediente viene ridotto in particelle più piccole e quindi ricoperto con uno strato minore di grasso, rendendo la barretta di cioccolato più resistente al caldo. 

POLEMICHE - La nuova specialità di casa Cadbury, chiamata «cioccolato tollerante alla temperatura» ha però già scatenato le polemiche dal momento che non potrà essere assaggiata dai cittadini britannici. Il gruppo americano Kraft, che da due anni ha acquisito il marchio britannico, ha fatto sapere che venderà questo cioccolato solo nei Paesi più caldi come India e Brasile e non verrà invece commercializzato in Gran Bretagna. Immediate le reazioni a questa scelta perché, al momento dell’acquisto dell’azienda inglese, la Kraft aveva assicurato che avrebbe continuato a produrre «cioccolato britannico per i britannici». Robert Halfon, deputato del Partito conservatore, ha dichiarato: «È una notizia deludente. Abbiamo inventato questo marchio e ora non possiamo goderne i frutti. Li esorto a riconsiderare la decisione e a permettere ai britannici di assaggiare questo cioccolato».
MENO BUONO - Ma dall’azienda per ora non sono arrivati ripensamenti, spiegando che non esiste ragione per cui questo tipo di cioccolato debba essere venduto in Gran Bretagna «Questo cioccolato tollerante alle alte temperature è più adatto ai climi caldi», spiegano gli scienziati, «in particolare nei Paesi meno sviluppati, dove i sistemi per mantenere la temperatura stabile sono insufficienti». Inoltre, aggiungono, «la barretta in questione ha un sapore meno buono del cioccolato "normale"».

lunedì 10 dicembre 2012

NASCE LA LENTE A CONTATTO COL DISPLAY

Un grande passo per i ricercatori, uno importante verso la realtà aumentata: gli studiosi del Centre of Microsystems (Cmst) presso l’università di Gand, in Belgio, hanno sviluppato lenti a contatto con un display Lcd integrato. Un prototipo è già pronto. Per ora, il minuscolo schermo a curvatura sferica ha solo una funzione ludica, ma presto potrebbe servire per correggere difetti visivi e per migliorare i dispositivi di realtà aumentata.
«AUGMENTED REALITY» - Con l’attuale prototipo di schermi Lcd flessibili in forma di lenti a contatto, i ricercatori si sono limitati a usare i pixel per mostrare semplici forme, come il simbolo del dollaro. Tuttavia, quello che a prima vista appare come un divertente artificio cosmetico, a lungo termine può invece permettere più ampie e serie applicazioni. «La tecnologia, com’è ora, è solo un primo passo verso i display per la realtà aumentata», ha spiegato Jelle De Smet. Già in precedenza i colleghi americani dell’Università di Washington avevano sperimentato con speciali lenti a contatto bioniche con schermi Led. I display Lcd dei belgi, invece, hanno il vantaggio che la grandezza dei pixel non dipende da quella della dimensione dei Led. A livello teorico le applicazioni potrebbero dunque essere molteplici. 


APPLICAZIONI - Una lente a contatto Lcd potrebbe essere costituita da un unico e grande pixel e fungere, per esempio, da occhiali da sole variando automaticamente la loro trasparenza. Oltre alle applicazioni estetiche, come pupille a colore variabile a comando, si potrebbero pure leggere informazioni, dati, immagini o anche gli sms, spiegano dall’Università di Gand. Una sorta di interfaccia di realtà aumentata. In campo medico l’«occhio bionico» potrebbe invece servire per correggere i difetti visivi. I ricercatori del Cmst non nascondono che ci sono ancora alcuni importanti dettagli da risolvere per completare la lente a contatto del futuro: non solo è necessario assicurare un’immagine che sia il più nitida possibile, resta da superare anche l’ostacolo della trasmissione dati e dell’energia elettrica necessaria al funzionamento dei display una volta piazzati sulle pupille. Si dice però ottimista Jelle De Smet: «Adesso che abbiamo stabilito la base tecnologica, possiamo cominciare a lavorare alle applicazioni reali, che potrebbero essere disponibili nel giro di pochi anni».