Una dobermann e il suo padrone, con il supporto di un bagnino, hanno
salvato 4 giovani turiste romene che stavano per finire sotto acqua
trascinate dalla corrente mentre facevano il bagno a Caorle. È accaduto
nel tardo pomeriggio in località Falconera dove la Scuola italiana cani
salvataggio è presente con i propri volontari in appoggio ai bagnini
della spiaggia.
Il bagnino dello stabilimento
balneare 13 ha lanciato l'allarme dopo aver scorto in mare quattro
persone che avevano difficoltà a raggiungere le boe di salvataggio anche
perchè spinte da una forte corrente verso il vicino canale. Allertato,
uno dei volontari della Scuola, Marco Ceccon di Vicenza, si è tuffato in
mare assieme a «Dafny», una dobermann di 4 anni, e ad un altro bagnino.
Quest'ultimo ha raggiunto una delle giovani caricandola sul proprio
barchino, mentre Ceccon ha preso sotto le sue cure una seconda romena.
Le altre due si sono «agganciate» a Dafny che ha trainato tutti e
quattro a riva.
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lunedì 2 luglio 2012
CANE "BAGNINO" SALVA QUATTRO TURISTE
lunedì 4 giugno 2012
OBESA A 18 MESI
PECHINO – I genitori di Dan Dan sono disperati: la loro bambina a 18
mesi pesa circa 19 chili. Così piccola e già obesa, la bambina è stata
portata in giro per ospedali e specialisti per cercare di risolvere un
problema che già adesso le rende la vita difficile: Dan Dan infatti non
riesce a camminare per via dei chili di troppo.
Ma a quanto pare nessuno ancora è riuscito a trovare una giusta cura.
La mamma non demorde e racconta alla stampa l’appetito eccezionale
della figlia: “Ogni giorno mangia un grosso piatto di riso e beve
moltissima acqua”. Un appetito però che nessuno al momento riesce ad
arrestare.
domenica 15 aprile 2012
TATUA IL FILGLIO DI 9 MESI
Ha tatuato suo figlio di appena 9 mesi e per questo è stata arrestata.
L'incredibile vicenda si è svolta ad Albany, nello stato di New York,
dove una donna, Trokerns Franny, ha fatto incidere sul corpo del
piccolino un tribale (la foto è a puro titolo simbolico). L'autore
materiale del tatuaggio è stato il compagno della donna che per mestiere
fa il tatuatore.
Ad accorgersi di quanto accaduto, la baby sitter della coppia che non riusciva a capire il motivo del pianto del piccolo. Una volta scoperto il fattaccio, ha chiamato la polizia e la donna, che fa la spogliarellista, è stata arrestata.
Ad accorgersi di quanto accaduto, la baby sitter della coppia che non riusciva a capire il motivo del pianto del piccolo. Una volta scoperto il fattaccio, ha chiamato la polizia e la donna, che fa la spogliarellista, è stata arrestata.
sabato 14 aprile 2012
HA PAURA DEI BOTTONI
Louisa Francis è una donna britannica affetta da koumpounophobia, ossia ha una grande paura dei bottoni. Ogni volta che ne vede uno va nel panico e quando se lo trova nelle vicinanze è costretta a scappare via.
La donna, 30 anni, originaria di Newcastle-upon-Tyne, ha spiegato al Daily Mail che la sua strana fobia
è nata quando aveva 7 anni, dopo aver partecipato ad un gioco nel quale
si utilizzavano dei bottoni, che l’aveva terrorizzata talmente tanto da
lasciarle questo trauma indelebile.
Da allora ogni volta che vede un
bottone non può far altro che fuggire, come ha raccontato al quotidiano
britannico.“Il peggior incidente è stato con una cassiera che
indossava un cardigan e un braccialetto fatto di bottoni. Ogni volta che
passava la mia merce in cassa, il braccialetto si avvicinava verso di
me e non riuscivo a mantenere la calma. Tutti mi guardavano, sono andata
nel panico e sono scappata via lasciando la mia spesa lì.”
La sua paura è talmente irrazionale che se per sbaglio tocca un
bottone è costretta a strofinarsi ossessivamente le dita per eliminare
la fibra dei bottoni dalla pelle. Louisa è pienamente consapevole e
cosciente del suo problema e per questo ha deciso di intraprendere una
terapia psicologica per liberarsene una volta per tutte e per poi
aiutare chi vive la sua stessa condizione.
Fonte: http://www.yourself.it
venerdì 13 aprile 2012
lunedì 9 aprile 2012
LECCA DITA DEL PADRE E MUORE
Un bambino di otto mesi è morto dopo aver succhiato le dita del padre
intrise di cocaina. E' successo negli Usa a dicembre, e dopo 6 mesi di
processo Dannis Day Driver, 26enne genitore del bimbo, è stato
condannato all'ergastolo per omicidio a mezzo di overdose. L'uomo,
pizzicato già otto volte per fatti legati alla droga, ha confessato di
aver preso la cocaina, ma di non averla data anche al piccolo
addormentato sul suo petto.
L'avvocato difensore di Driver ha
riferito che il suo cliente si è sempre dichiarato innocente e si è
giustificato dicendo che, a sua insaputa, il bambino aveva succhiato le
sue dita intrise dalla cocaina appena assunta. I due, secondo la
ricostruzione dei fatti, si sono poi addormentati con il bambino che
sabato 7 aprile 2012
8 ANNI E FUMA 20 SIGARETTE AL GIORNO
Genitori, incoraggereste mai fumare a vostro figlio
un pacchetto di sigarette da 20 al giorno?!? Non credo che la risposta a
questa domanda potrebbe mai avere esito positivo. Soprattutto se, come
in questo caso, il figlio in questione ha appena 8 anni. Per seguire questa curiosa ed incredibile vicenda, siamo costretti a spostarci in Indonesia: stavolta, non si parla di vespe, ma di Aldì Liham, un bimbo di soli otto anni che fuma sin da quando aveva quattro anni.
Aldì arriva a fumare fino a 20 sigarette al giorno: una quantità davvero eccessiva, soprattutto per un bimbo della sua età. Il piccolo vive in Indonesia, in una cittadina chiamata Sukabumi. Il suo caso ha sollevato un numero altissimo di polemiche in tutto il mondo, alzando un polverone su un problema
giovedì 5 aprile 2012
GIOCA MOLTO ALLA PLAYSTATION: BAMBINO FINISCE IN OSPEDALE
Dopo le troppe ore passate a giocare alla Playstation, si è ritrovato con il collo completamente bloccato,
in una posizione dolorosa e innaturale, tanto da dover correre
all’ospedale per farsi somministrare un farmaco contro le contratture.
E’ accaduto a un bambino di 8 anni, finito all’ospedale di Arco, in
Trentino, dove i medici hanno spiegato alla madre che la colpa era
proprio nell’eccessivo tempo trascorso in tensione con un videogioco. E
non era un semplice torcicollo, ma una forte e dolorosa contrattura,
racconta il quotidiano locale ‘Trentino’, che riferisce come
l’iniezione gli abbia permesso di riprendersi.
Resta il fatto che in ospedale hanno sottolineato come non sia un
caso isolato e aumentino anche i casi di bambini che arrivano coi polsi
bloccati o almeno molto doloranti. Nonostante sulle stesse confezioni
dei videogiochi le avvertenze mettano in guardia dal numero di ore
eccessive.
Fonte: Leggohttp://lastranabacheca.altervista.org/blog/bambino-in-ospedale-troppa-playstation/
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